Cartolina dall'Ecuador,

una panoramica politica di cio' che sta succedendo nel paese latinoamericano.

 

 

In questi giorni mi trovo in Ecuador da mia suocera per due mesi circa di vacanza. In questi giorni qui in Ecuador i partiti politici si stanno preparando per le elezioni politiche e presidenziali del prossimo Febbraio 2012.

I comunisti, che sino a 5 anni fa sostenevano l'attuale presidente bolivariano Raffael Correa, ora si sono lentamente staccati dal partito del presidente, perche' questi non ha mantenuto adeguatamente le promesse del suo programma politico e ha in realta' introdotto di fatto la precarieta' nel mondo del lavoro giovanile e inoltre non ha combattuto sufficientemente la corruzione nel paese e alcuni suoi familiari e amici di partito sono tutt'ora coinvolti in scandali di concussione e corruzione. Certamente con questo presidente le autonomie locali sono state riconosciute, e' stata introdotta una patrimoniale, che in Italia nemmeno ci sognamo di avere e che per la prima volta la oligarchia atavica del paese ha dovuto giustamente subire. Inoltre Correa, allineato alla politica di autonomia anti imperialista di Chavez, attua una politica economica internazionale autonoma, in totale contrasto con l'imperialismo statunitense e occidentale, basti pensare al ruolo che ha assunto in difesa di Assange contro la repressione inglese, che ha cercato di imprigionare Assange, non per fatti inesistenti di cronaca nera (come il falso stupro), ma per colpire un personaggio che ha rivelato al mondo i retroscena criminali degli stati imperialisti, in primis gli U.S.A.

I comunisti del Partito Comunista Marxista-Leninista dell'Ecuador, che sono parte dirigente del cartello politico di sinistra denominato MPD (Movimiento Popular Democratico), sino a tre anni fa alleato esterno di Correa, contestano a Correa la maniera autoritaria con cui mette in pratica la politica del governo, senza consultarsi dialetticamente con le varie opposizione e mettono in discussione la mancata riforma del lavoro in favore di pensionati e lavoratori, che con Correa sin'ora non hanno visto benefici, ma anzi con la legalizzazione della precarieta' di fatto si e' legalizato al ribasso il lavoro nero che e' enorme nel paese, specie sulla costa e nella provincia a cui fa capo Guayaquil. Il MPD si e' alleato con il partito delle autonomie indigene Pachakutik e presentano un proprio candidato alle Presidenziali nella persona di Alberto Acosta, un fedele del Presidente Correa che si e' allontanato dal Presidente, quando ha visto che l'attuale compagine di governo non voleva realizzare quelle riforme popolari che il mondo del lavoro necessitano per adeguare l'Ecuador ad una societa' in cui i lavoratori godino dei diritti per cui Correa stesso era stato eletto dal popolo.

In questi giorni ai due partiti, MPD e Pachakutik, il governo ha imposto di raccogliere di nuovo le firme per presentarsi alle elezioni, col pretesto che non erano conformi quelle presentate, nel tentativo di tener fuori dalla competizione elettorale un personaggio scomodo e due compagini popolari che potrebbero nuocere alla vittoria del Presidente.Questa decisione ha creato proteste nel paese che sono sfociate in una grande manifestazione di 10 giorni fa nel centro di Quito. Manifestazione indetta da MPD e Pachakutik  che ha pero' visto l'adesione di altre compagini dell'opposizione. come il Partito Rodolsista (PRE) e la minoritaria socialdemocratica Sinistra Democratica (che conta solo a Quito e in poche altre realta' locali). Non a caso, in questi giorni, che MPD e Pachakutik sono riusciti a conseguire le firme richieste, nei discorsi del Presidente Mpd e Pachakutik e il loro candidato sono i principali capi d'accusa, proprio perche' probabilmente l'attuale Presidente teme di perdere consensi e che questi vadano ai comunisti e ai loro alleati, come si e' verificato gia' alcuni mesi fa alle elezioni amministrative di alcune province, dove addirittura in una i voti dell'MPD avevano superato, sebbene di poco, i voti del partito del Presidente. Nei suoi discorsi di questi giorni il Presidente Correa attacca con frequenza molto di piu' il candidato dell'Mpd e alleato, che non il candidato del centro destra,  Guillermo Lasso, candidato ufficiale della lista elettorale CREO, sostenuta dal Partito Socialcristiano di destra che ha nel sindaco di Guayaquil, Nebot, il politico piu' votato e ben voluto dalla stessa citta' di Guayaquil, citta' portuale e commerciale  di grande importanza per il paese, seconda solo a Quito per numero di abitanti.

Alla fine saranno solo 7 i candidati alle presidenziali del prossimo Febbraio 2013. Raffael Correa, l'attuale presidente, sostenuto dal suo partito Allianza Pais, e dal Partito Socialista Ecuadoriano, piccola formazione riformista della vecchia sinistra ecuadoriana e dal piccolo gruppo "Avanza" di centro; Guillermo Lasso sostenuto dalla lista CREO, formazione della destra, creata dal Partito Socialcristiano, che per anni ha egemonizzato la politica ecuadoriana e che rappresenta la reazione e la oligarchia economica e sociale del paese; Lucio Gutierrez del Partito Societa' Patriotica, partito che raccoglie voti di moderati di centro imperniata sulla figura di Gutierrez, che e' stato presidente prima di Correa, ma che ha dovuto abbandonare la presidenza a causa della corruzione con cui era stato investito il suo entourage e la sua famiglia, che aveva dato luogo a massive proteste popolari che lo costrinsero con forza ad abbandonare la carica e il paese, gode tutt'ora di un certo seguito e rappresenta il paese corrotto, che vorrebbe tornare indietro; nell'ultima competizione presidenziale si concentrarono su di lui i voti di tutti coloro che volevano arrestare il processo bolivariano del Presidente Correa e cio' lo porto' ad essere il simbolo di unico oppositore di Correa, con un certo seguito elettorale; Alberto Acosta, candidato dei comunisti dell'MPD e del partito indigeno Pachakutik; Alvarto Noboa, un milionario bananero, multiproprietario, che predica il neoliberismo totale e sembra una falsa imitazione di Berlusconi in versione ecuadoriana, gode di una certa popolarita' a Guayaquil e in alcune regioni costiere, il suo partito e' il PRIAN; Cesar Montufar candidato dal gruppo minoritario moderasto di centro "Concertazione"; Abdala' Bucaran Ortiz del PRE (Partito Rodolsista Ecuadoriano), il famoso presidente definito pazzerello per la maniera di condurre la sua propaganda elettorale che era stato costretto a fuggire dal popolo in rivolta, sommerso da scandali e corruzione, degenerato erede di quel famoso presidente Roldos, di cui il suo partito porta il nome, ucciso dalla Cia, perche' voleva nazionalizzare il petrolio ecuadoriano e sottrarlo alle sette sorelle, atuualmente il suo partito popolare, ma corrotto, assomiglia molto al vecchio e corrotto partito socialista di craxiana memoria. Quest'ultima candidatura non e' certa in quanto costui e' perseguitato per i suoi misfatti dalla legge ecuadoriana e vive quindi fuori dal paese per non essere arrestato e per la legge ecuadoriana un candidato presidenziale per essere tale deve stare e vivere nel paese, non soggiornare fuori.

 

Questa e' l'attuale situazione dell'Ecuador un paese economicamente in sviluppo, ricco di cultura, arte, archeologia e di enormi risorse naturali, come miniere, petrolio e foreste (ultimamente colpite da criminosi incendi devastanti che sono durati giorni nelle regioni di Quito e della frontiera con la Colombia), un paese che cerca faticosamente di ridurre la poverta' persistente tra il popolo in tutto il suo territorio, ma che vede una economia prospera e grande il commercio con l'estero, un paese dove la rivoluzione bolivariana e' molto indietro rispetto al venezuela e dove le forme di radicalita' politica non sono cosi' forti come in Venezuela o a Cuba ed capibile la presa di distanza dei comunisti e dei loro alleati indigeni, dato che le masse dei lavoratori e gli indigeni non hanno visto realizzarsi tutti quei programmi che sulla carta Correa avrebbe dovuto attuare, ma che preso d'assalto da una destra arrogante e prepotente, che ha base in Guayaquil, ha adeguato la sua politica nella rincorsa al voto dei centristi, ammantando la sua propaganda politica di velleita' nazionalistiche e patriotiche, ben evidenti sui media e in tv.

Ecco cio' che ho visto qui in Ecuador nei miei primi 20 giorni di permanenza.

 

 

Ceccoli Silvano

 

Circolo Culturale Proletario di Genova